Through the looking glass
La stagione del Toro attraverso lo specchio dei Tarocchi
Posso dire? Di questa stagione venusiana ne avevamo davvero bisogno perchè tutto ‘sto scalpitare inconcludente non lo reggo più.
Ho bisogno di rallentare, radicarmi, ritrovare tempo e spazio. Ho addirittura bisogno di fare un pisolino lungo, io che non sono mai stata capace di dormire per più di qualche ora filata, ora lo necessito.
La stagione dell’Ariete è stata intensa troppo e la sensazione è quella di essere usciti da una centrifuga impostata alla velocità massima, ora con il Toro - segno fisso di terra- c’è bisogno di ritornare al contatto, all’essenza delle cose, alla resistenza.
Sebbene tra gli altissimi ci siano ancora diversi valori in Ariete e sebbene Venere stia per abbandonare il segno in cui è domiciliata per entrare nelle dinamiche frizzantine del Gemelli (insieme ad Urano di cui parleremo nella prossima newsletter), l’ingresso del Sole - a breve seguito da Mercurio, anche se per poco - riporta le energie ad uno stato di calma voluta e desiderata, all’accoglienza silenziosa di chi sa farsi casa, alla natura che dona respiro e anima al mondo.
Il Toro sa, meglio di qualsiasi altro segno, mantenere il tempo. Lo sa fare meglio perchè la lentezza che scorre non lo annoia, anzi lo arrichisce. Lo sa fare meglio perchè il tempo concede la possibilità di costruire, curare il dettaglio, arricchire il particolare.
Perchè per permettere alla Terra di donare nutrimento c’è bisogno di tutto il tempo possibile.
E poi il Toro resiste, eccome resiste, resiste come quegli alberi secolari che silenziosamente, dopo gli inverni più freddi, riaccendono le loro chiome di quel verde inconfondibile che è il verde vita.
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