Arrivo con un paio di settimane di ritardo -giusto per dare un pò di fastidio alla Vergine- ma comunque in tempo per la nostra rubrica mensile che tanto amo scrivere!
Come sempre non mi limiterò alla semplicistica descrizione del segno, tutt’al più per quella basta fare una veloce ricerca in rete, ma mi focalizzerò sulle sensazioni che mi trasmette.
Sentire è l’unico modo per comprendere davvero, per entrare in sintonia con il tutto, per conoscere la natura profonda delle cose.
La Vergine per esempio la sento attraverso l’odore dei libri, o passando davanti alla mia scuola d'infanzia, ancora meglio la sento quando mi avvicino al reparto cancelleria e avverto montare in me quell’inconfondibile euforia che generalmente, da bambina, mi assaliva durante gli ultimi giorni di agosto.
Non sono mai stata una studentessa modello, anzi tutto il contrario, ma il rientro a scuola è sempre stato una delle mie cose preferite in assoluto.
Che bambina strana, lo so.
Sarà che è carico di aspettativa, che in un certo senso infonde sicurezza, che sa un pò di casa e un pò di nuovo. Sarà che -ora che a scuola non ci vado più da un pezzo e la me bambina ha lasciato il posto ad una versione adulta e decisamente più disillusa- tra quei banchi sono scalfiti ricordi indelebili.
La maestra di matematica che mi suscita ancora sentimenti contrastanti (così come la materia);
le ore di italiano, storia, antologia e scienze, da sempre le mie preferite;
i compagni che si prestavano, durante l’intervallo, a giocare alla scuola nella scuola, solo che in quel caso la scuola era quella di magia e stregoneria di Hogwarts.
E poi ancora, la preparazione dello zaino: rigorosamente con tutto abbinato.
Per non parlare dei quaderni cui le prime pagine avevano una calligrafia impeccabile (salvo poi diventare la personificazione del caos durante i mesi successivi).




