Through the looking glass
La stagione del Cancro attraverso lo specchio dei Tarocchi
Solstizio d’estate
sono passati esattamente sei mesi da quando, per questioni di calendario che solo noi umani possiamo comprendere in quanto unici scellerati con la smania di controllare un qualcosa di infinito ed indefinito come il tempo, è arrivato l’inverno.
Sei mesi esatti, 21 dicembre - 21 giugno, sei mesi e tre stagioni: inverno, primavera e ora la tanto sospirata estate.
Senti come suona libera, e s t a t e, come si permea di desideri sussurrati alle lunghe notti stellate, come si imprime nella pelle.
La vivi tre mesi e non se ne va più.
Nel frattempo cambiano le stagioni, le ore e quel tempo tanto indefinito - che noi abbiamo deciso, anzi che un certo Gregorio I ha deciso di calendarizzare - passa inesorabile tornando a chiudere il suo ciclo nell’inverno, eppure noi di tutto il viaggio ricordiamo sempre e solo l’estate.
Le stagioni sono stati d’animo sai? E noi siamo esseri ciclici che vivono in strettissimo contatto animico ed energetico con la natura, quindi gli stati d’animo delle stagioni li sentiamo tutti, ecco perchè l’estate arriva e non se ne va più, perchè sa di speranza e malinconia, di libertà e nostalgia.
Sà di lunghe notti stellate e di onde del mare tra i capelli.
Sà di vita e le cose che sanno di vita te le porti dentro per sempre.
Il solstizio arriva per delineare l’inizio di quella vita, perchè si vive tante volte nell’arco di una vita sola e ogni stagione merita una vita a sè;
ecco, quella scandita dal giorno del solstizio d’estate è una vita piena, come un sabato sera passato a ridere di cuore e una domenica mattina di colazioni all’aperto.
Tecnicamente rappresenta letteralmente il momento in cui il Sole raggiunge il punto più alto del suo cammino annuale nell’emisfero nord e, prima di ricominciare la sua discesa verso l’inverno, sembra restare fermo per qualche giorno.
Ma è simbolicamente che si incontra l’aspetto più interessante di questo passaggio di soglia: proprio nel momento più luminoso dell’anno, nell’esatto istante in cui la luce raggiunge il suo massimo apice inizia lentamente la sua ascesa verso l’oscurità, per ricordare a noi tutti che non esiste luce senza buio e viceversa.
Sono antichissime le tradizioni legate a questo giorno liminale, tradizioni che si consacrano al fuoco purificatore e alle erbe propizie.
Tradizioni che ci raccontano in modi diversi tutte la stessa cosa, che di questo giorno ne fanno ponte di passaggio e confine tra una vita e l’altra.





