Progetto Essenza
Costruire radici di guarigione con Chirone in Toro
La newsletter di questo giovedì nasce da un fastidio pungente che mi ha esposta - in modo del tutto inaspettato e con irriverente vulnerabilità - davanti a tutti i miei limiti, dimostrandomi ancora una volta che quando certe provocazioni vengono accolte allora il problema non è mai di chi provoca, ma di chi accoglie la provocazione.
Nel mio caso lo schiaffo è arrivato indirettamente, con lo stesso meccanismo subdolo che hanno certi pensieri, con la stessa violenza intrusiva del sabotante interiore che picchietta sulla tua spalla per dissuaderti dal faticoso e complesso lavoro che hai fatto su te stessa/o per affermarti.
PAT PAT - al primo tocco sai già che è troppo tardi, che non si torna indietro, che se ha bussato alla tua spalla è perchè entrambe erano già esposte da tempo.
PAT PAT - il secondo è più incisivo, vuole che ti volti per osservarti mentre ti pieghi al suo volere.
PAT PAT - il terzo tocco è quello decisivo, quello che decreta la tua preannunciata sconfitta. Ora tu non sei più tu, dimenticata nell’angolino remoto del tuo esistere. Al tuo posto, qualcuna con le tue stesse sembianze e con un ghigno sinistro: “quello che hai ottenuto non te lo meriti davvero mia cara, lo sai. Non ne sei mai stata capace, hai finto, ammettilo. Volevi solo essere riconosciuta, essere vista, volevi solo valere qualcosa, dimostrare a te stessa che puoi farcela.. si.. persino tu, persino una come te. ILLUSA! BUGIARDA! TU. NON. VALI. ALTRO. CHE. QUESTO. TUO. NIENTE. E ora.. aaaaaaaah si, ora finalmente lo sanno tutti.”
Questa inquietante conversazione, che poi altro non è che un rovinoso flusso di coscienza, attraversa la mia mente da che ho memoria. Arriva con una precisione disarmante ogni qual volta che penso di aver fatto un piccolissimo passo avanti ed io, con la stessa identica precisione disarmante, puntualmente mi piego inesorabile.
Non è semplice sabotaggio, no, è la triste consapevolezza di non aver ancora - nonostante tutto il lavoro, nonostante la terapia, nonostante il tempo investito a tentare di essere “meglio di così” - avuto il coraggio di guardare in faccia le mie ombre.
E quelle, se non le guardi in faccia, diventano ferite.
Far entrare un estraneo nella propria camera da letto
ecco come mi sento raccontandoti questa parte di me che solitamente tendo abilmente a camuffare, ma che mi piaccia o meno, aprirti questo varco interiore mi aiuta a guardare in faccia quelle disgraziate lì. Le ombre intendo.
E’ terapia d’urto.
Una vuole starsene buona buona lì facendo finta di niente, fischiettando con lo sguardo vago, e quelle le si piazzano davanti ad un palmo di naso, tutte indispettite e scure scure scure.
Addio (finta) pace, stiamo a sentire che vogliono altrimenti non mi lasciano stare.
Anzi, già che ci sono, facciamolo sentire a tutti cosa vogliono, che chissà non funzioni tipo la mente a sciame in Stringer Things e finisce che ne ricaviamo qualcosa di buono.
Così la mia terapia d’urto è guardare in faccia ste qui mentre tu guardi in faccia me che guardo in faccia loro e intanto io imparo la lezione: nascondermi mi farà solo sentire più esposta.
Come vedi, la mia camera da letto è perfettamente ordinata fuori e irrimediabilmente incasinata dentro, se apri i cassetti o le ante degli armadi potresti trovarci qualunque cosa e aggiungo, nessuna di quelle che uno si aspetta di trovare dentro gli armadi.
Ora, di mettere in ordine non ne ho proprio voglia, quel caos è selettivo capisci? Mi permette di lasciare esattamente tutto così com’è per potermi comodamente adagiare in quel gigantesco lettone del “poi lo faccio”.
Poi. Non adesso. POI.
O almeno, così pensavo…
e invece, quella provocazione fastidiosa di cui ti ho parlato all’inizio ha fatto schizzare fuori dagli armadi tutto quel caos selettivo accuratamente ignorato, sconquassando la mia apparente quiete interiore e disintegrando l’idea di farmi un bel pisolino.
MA COME CACCHIO CI SONO ARRIVATA AD ACCUMULARE TUTTA QUELLA ROBACCIA?
Questioni di grandi pulizie e cieli pignoli
Ok, è arrivato il momento di buttare via un pò di quella robaccia, ho capito Ombre non state lì a fissarmi, datemi una mano piuttosto!
Mentre riflettevo sul perchè e sul per come mi sono fatta fregare di nuovo da quella maledettissima provocazione sterile e mentre, contemporaneamente, mi flagellavo a colpi di “quanto sei scema!” - “Ma ancora non hai imparato?” - “C’hai 31 anni e ancora stai messa così, boh.” mi è letteralmente caduto dal cielo il giga asteroide (per essere precisa: mezzo asteroide, mezzo cometa) che sta ingombrando la mia vita in questo momento: Chirone.
E chi se non lui, il mastro guaritore, il centauro immortale ma non immune alla sofferenza. L’esperto di ferite archetipiche e il trasmutatore alchemico di ombre rognose. Ecco si, proprio lui.
Di colpo, il genio!
“Ma sarà che sta cambiando segno dopo un fracco di tempo e mi prepara ad affrontarlo?”
Apro il calendario astrologico.
Chirone in Toro: dal 19|06|2026 al 18/09/2026, poi ancora: dal 14/04/2027 al 19/07/2033.
Temi principali:
Rinegoziazione del concetto di sicurezza;Somatizzazione e memoria del corpo;La ferita del “valore” (autostima vs risorse);Il trauma della perdita;La ferita dell’abbandono e il concetto di possesso;Trasformazione del trauma in risorsa.
AAAAAAAAH, MA PORCA PALETTA CIELO, NON POTEVI DIRLO PRIMA?
PROGETTO ESSENZA, Costruire radici di guarigione con Chirone in Toro
Ed eccoci arrivati al motivo principale di questo lungo bisticcio tra me e me, spero non ti abbia annoiato troppo e ti abbia offerto qualche sospirata riflessione.
Di tutto ‘sto tumulto che sono stati gli ultimi giorni e di tutte ‘ste robe esplose fuori dall’armadio, una cosa l’ho compresa: il mio lavoro si fa bene solo se c’è comunità.
Così mi sono arrovellata per cercare di capire - nell’attesa di capire come fare i conti con me stessa - come rendere i piccoli spazi che abitiamo insieme, luoghi di confronti aperti e posti sicuri per creare comunità.
Di nuovo, la risposta mi è letteralmente caduta dal cielo a forma di giga asteroide.
Il fatto è questo - e bada bene non lo dico per presunzione o per sentirmi meno sola - : abbiamo tutti fatto esperienza, almeno una volta nella vita, di quel sabotante che vuole a tutti i costi prendersi il nostro posto.
Tutti, nessuno escluso, abbiamo svalutato il nostro valore interiore paragonandolo alle risorse che abbiamo ottenuto.
Tutti ci siamo messi a paragone con gli altri, alimentando quella già dolente ferita ogni qual volta che qualcuno riusciva a realizzare ciò che noi tentavamo di realizzare, senza successo, da tempo.
E ancora, tutti ci siamo sentiti abbandonati, persi, soli, vuoti, non desiderati.
Non c’è niente di male, è il prezzo da pagare per essere umani.
Tuttavia, come dico sempre, l’astrologia (quando usata bene) ci offre la possibilità di entrare in contatto con ogni singola parte di noi, anche quella più oscura e viscerale, permettendoci di comprendere, analizzare, evolvere ed infine, possibilmente, elevarci.
In questo caso la possibilità ci viene offerta dal transito di Chirone in Toro che, sebbene dimorerà definitivamente nel segno solo nel 2027, oggi ci permette di anticipare i temi che diventeranno emblematici nei prossimi anni a venire.
La mia proposta è questa:
Parliamone insieme, in un piccolo spazio sicuro che crea condivisione.
Tu ed io (e il maestro “guaritore ferito”).
Prendiamoci uno spritz con quelle ferite, che magari poveracce fanno così male solo perché nessuno si prende la briga di ascoltarle davvero.
Sfruttiamo l’Astrologia in modo attivo.
Abbiamo tanto di cui parlare!
Ti lascio qui il programma, dacci un’occhiata e se poi ti senti pronta/o, se senti possa essere un momento di scambio interessante e soprattutto utile, allora iscriviti!




