La sedia
Ogni tanto sento talmente tanto che mi devo ricordare come sentire davvero.
Mi spiego meglio: ho un rapporto molto complesso con le mie emozioni, io le provo e loro si impadroniscono di me.
Tutto é talmente forte, pungente, cristallino che finisce per aggrovigliarsi in una matassa di filo ~ a volte cotone altre spinato ~ senza più un inizio né una fine.
Mi rendo conto che adesso essere persone neurodivergentə é la moda, tipo l’ultima borsa uscita di quel brand super in voga che fa gola pure a chi delle borse se ne é sempre fregato, ma io vi giuro che non é affatto semplice.
Devi imparare a convivere con un sacco di cose e devi ricordarti che fanno parte di te, del tuo modo di essere e che probabilmente la tua personalità fino a quel momento si é costruita facendo copyng neurotipico.
Insomma, é un gran lavoraccio di destrutturazione, un po’ come questa stagione dello Scorpione che con Sole, Mercurio, Marte e Lilith ha teso il filo di quella matassa talmente tanto da averlo affilato più della lama di un coltello. Ecco, quando ho capito di essere una persona neurodivergente quella lama mi é servita a tagliare via gli strati del mio “essere” costruiti sulla finta facciata del mio essere.
Così tutto ha avuto senso, sbam una botta di colori vividi nel mezzo di una realtà fino a quel momento sbiadita. Una presa di coscienza e consapevolezza e gratitudine e forza e complessità e bellezza che comunque, nonostante tutto, ad oggi quelle emozioni mica me le ha fatte ancora capire.
Sento tutto tanto, troppo.
Quando sono felice sono TANTO felice, quando sono triste sono TANTO triste. L’entusiasmo per qualcosa di nuovo diventa automaticamente il giorno più bello della mia vita, per i primi momenti ovvio, quelli che precedono la scoperta. Poi la frustrazione, il sentirmi fuori luogo, l’incostanza di una routine che non so seguire a meno che non sia una continua montagna russa. Insomma, come ho già detto é tutto TANTO e nel mezzo ci sono io, piccola piccola.
Ho sempre amato la stagione dello Scorpione perché riesce a dare un senso a quel tanto solitamente per me inspiegabile, riesce a scavarmi obbligandomi a guardare in faccia tutto quello che a volte, per comodità, fingo di non sentire. Riesce a fare quello che, ammettiamolo, chi più chi meno ha paura di fare:
sentirsi scomodə.
Ma ad oggi posso dirti? Quanto é comodo sentirsi scomodi. Ovvio non subito, bisogna prima adattare le chiappe alla nuova sedia.
Però ecco, il fatto é questo, per trovare una nuova sedia, una sedia migliore, più solida, più stabile, più ampia, quelle chiappe vanno prima alzate dalla vecchia. Bisogna che prima ci si obblighi a dare l’imput al corpo “oh vedi che quella sedia mica va bene, ma non lo vedi come stai tuttə messa male? dai su che é sgracchiolante e ti viene male alla schiena” cioè, ci rendiamo conto che noi esseri umani la maggior parte delle volte, pur di non assecondare il cambiamento, ci facciamo venire mal di schiena? Pazzesco.
La stagione dello Scorpione é bella per questo. Perché il cambiamento lo vuole, lo brama, lo esige e quella schiena pur di fartela stare dritta prima te la contorce a tal punto che non ti resta altro da fare se non cambiare sedia.
Ecco, imparare a convivere con le mie neurodivergenze per me é stato un po’ come cambiare sedia. Difficile eh, ma quanto é dritta la mia schiena adesso.
Per quanto riguarda le emozioni invece boh, che ti dico, sono strane, sono TANTE, ma le rispetto.
Mi rispetto.
Fallo anche tu. Se la sedia é vecchia e rotta e malandata, CAMBIALA. Ma chi te lo fa fare a restare ancoratə alle cose vecchie?
E se le emozioni sono TANTE come le mie, attraversale, parlaci, facci amicizie o litigaci.
Però non lasciare che si addormentino, quello mai. Che un mondo senza emozioni é un mondo vuoto e lo stiamo vedendo oggi più che mai cosa succede ad un mondo vuoto.
Che bella la stagione dello Scorpione, ti auguro di viverla a pieno.



